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Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Regione Emilia Romagna IBC - Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna

MOSTRA FOTOGRAFICA
LA VIA APPIA. LABORATORIO DI MONDI POSSIBILI TRA
FERITE ANCORA APERTE

"Per tutta la sua lunghezza, per un chilometro e più da una parte e dall'altra la via Appia era un monumento unico da salvare religiosamente intatto, per la sua storia e per le sue leggende, per le sue rovine e per i suoi alberi, per la campagna e per il paesaggio, per la vista, la solitudine, il silenzio, per la sua luce, le sue albe e i suoi tramonti...Andava salvata religiosamente perchè da secoli gli uomini di talento di tutto il mondo l'avevano amata, descritta, dipinta, cantata, trasformandola in realtà fantastica, in momento dello spirito, creando un'opera d'arte di un'opera d'arte: la Via Appia era intoccabile, come l'Acropoli di Atene"

(A. Cederna, da I Gangsters dell'Appia, Il Mondo 8 Settembre 1953).



A Capo di Bove, sede dell'Archivio Cederna, è stata allestita una mostra fotografica sulla storia moderna della tutela dell'Appia dalla metà dell'800 ad oggi, a partire dagli interventi di Luigi Canina.
Le vicende per la salvaguardia della regina delle strade pubbliche romane, costruita nel 312 a.C., sono state complesse e l'Appia non ha ancora trovato la soluzione adeguata alla specificità dei suoi valori e ancora molte testimonianze monumentali sono in proprietà privata.
Le immagini fotografiche presentate si riferiscono a diversi periodi: fine dell'800- inizio del 900, anni tra il 1950 e il 1970 e oggi.
In questo arco di tempo il paesaggio dell'Appia è radicalmente modificato, a volte in meglio, per lo più in peggio, come è illustrato da alcune situazioni. Quello che è diventato pubblico ha costituito un'occasione di crescita per la conoscenza della storia antica e l'applicazione di metodi di ricerca, restauro e valorizzazione. Quello che è in proprietà privata, troppo spesso ha subito trasformazioni più o meno gravi, nell'esclusivo interesse individuale, violando regole indirizzate al rispetto dei valori del territorio dell'Appia.

Le foto degli anni tra la fine dell'800 e i primi decenni del '900 sono di John Henry Parker (1806 -1884), Esther Boise Van Deman (1862-1937), James Anderson (1813-1877) ed il figlio Domenico (1854-1938), Thomas Ashby (1874-1931) e altri tra i quali le sorelle Bulwer. Le foto dell'archivio Cederna sono della moglie Maria Grazia, di Cederna stesso e di altri fotografi. Le foto recenti sono di Stefano Castellani, archeologo e fotografo romano, particolarmente legato all'Appia.
Un pannello illustra le tappe principali che hanno segnato il destino della regina viarum con i relativi documenti storici. Tre grandi pannelli di foto aeree della fine anni 50, anni 70 e 2004 illustrano la trasformazione del territorio e un pannello presenta l'indagine sull'abusivismo, fenomeno che ha colpito in modo particolare questo ambito.
A conclusione è un pannello che illustra il Sistema Informativo Territoriale dell'Appia con i lavori in corso della ricostruzione tridimensionale dei Colombari di Vigna Codini, monumenti di proprietà dello Stato ma "intrappolati" all'interno di proprietà private e poco accessibili.


Roma. Capo di Bove. Via Appia Antica 222.
23 giugno - 11 dicembre 2011
Aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 16.00,
domenica dalle 10.00 alle 18.00
ingresso gratuito
locandina mostra